AGRICOLTURA - TRASFORMAZIONE
MACROATTIVITÀ AREE DI SPECIALIZZAZIONE DELLA MACROATTIVITÀ Descrizione
Trasformazione casearia
Competenze tecniche
Trasformazione della carne
Competenze trasversali
Trasformazione di prodotti ortofrutticoli
Sbocchi occupazionali
Vinificazione
Trasformazione di prodotti apistici
Trasformazione erboristica
Descrizione
La trasformazione agroalimentare, per le elevate potenzialità delle produzioni tradizionali, ha un peso significativo nelle vallate alpine. La crescita del turismo enogastronomico ha comportato un ampliamento del mercato di prodotti di qualità e origine certificata, fattore che, se sfruttato dal punto di vista commerciale, può avere ricadute molto positive su tutto il sistema socioeconomico locale.
Gli amministratori hanno puntato fortemente su questo settore, e non c'è piano di sviluppo locale che non preveda iniziative rivolte alla promozione del prodotto alimentare tipico. Le iniziative risultano vincenti quando si riescono a superare i particolarismi, comprendendo l'importanza di azioni integrate e coordinate.
Restano comunque alcuni problemi aperti. Innanzitutto gli obblighi igienici e qualitativi, che devono essere rispettati in un'opera di mediazione con le tecniche di trasformazione tradizionali, e, in secondo luogo, la commercializzazione, spesso individuata come elemento di debolezza, travagliata sicuramente da limiti infrastrutturali (accessibilità, costi di trasporto), ma anche da una scarsa attenzione alle tematiche della comunicazione per le vendite.
La trasformazione alimentare riguarda tutte le aree di produzione. Sono frequenti i casi di produttore-trasformatore-commerciante e si ritiene che, grazie anche ai nuovi indirizzi normativi, si assisterà a un incremento della loro presenza.
Sono molte le aree di attività: il lattiero-caseario, l'ortofrutta e le conserve, la vinificazione, i prodotti apistici, la trasformazione della carne, l'erboristeria. La lavorazione agroalimentare richiede l'allestimento di locali specifici e l'attenta osservazione di norme igieniche regolamentate da legislazione nazionale e comunitaria.
Sono presenti sul territorio anche strutture produttive che si dedicano alla trasformazione in modo esclusivo. Il lavoro all'interno di esse rispecchia l'impostazione "industriale", occupando, oltre ai dipendenti fissi, un certo numero di stagionali.
È il caso dei caseifici cooperativi di vallata o delle aziende che si dedicano alla conservazione e al confezionamento della frutta.
Competenze tecniche
tecniche e pratiche di amministrazione e gestione economica aziendale
conoscenza delle normative regionali, nazionali e comunitarie per il settore agroalimentare
conoscenza della normativa relativa alla certificazione di qualità e alla tutela del prodotto
conoscenza della normativa igienica e delle prescrizioni relative a locali, macchinari, lavoratori
conoscenza delle problematiche della trasformazione agroalimentare relative alla salute e all'ambiente (scarti di lavorazione, rifiuti organici)
tecniche e tecnologie di trasformazione
tecniche di confezionamento e normativa di riferimento (etichettatura, marchiatura, ecc.)
Competenze trasversali
tecniche di comunicazione e marketing per la vendita
capacità di relazionare e interagire con operatori della filiera e amministratori locali
capacità di rispondere in modo attivo alle esigenze di aggiornamento del proprio ruolo professionale
capacità propositive in un'ottica di sviluppo locale integrato.
Sbocchi occupazionali
La trasformazione agroalimentare in azienda è stata confermata come attività agricola a pieno titolo dalla legislazione più recente (cfr. D.Lgs. 228 del 18/5/2001).
È praticata diffusamente, ma necessita di interventi di riqualificazione e aggiornamento, richiedendo standard produttivi sempre più elevati. Le analisi di settore evidenziano come l'evoluzione del mercato verso una sempre maggiore competitività non trovi riscontro in capacità manageriali o promozionali adeguate.
Questa carenza si riscontra anche nelle strutture più organizzate come le cooperative e i consorzi di trasformazione e commercializzazione, che presentano una domanda di manodopera stabile, ma non emergono per dinamicità e innovazione.
Si rilevano comunque iniziative di promozione, su scala locale, regionale e comunitaria, che individuano nelle produzioni tradizionali di qualità e nell'integrazione verticale delle filiere le basi per lo sviluppo del settore. La Legge regionale 95/95 ha previsto in questo campo l'erogazione di contributi per iniziative di miglioramento strutturale, produttivo, di qualità, di formazione interna.